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Mar
09

Il suo nome è Craig, Daniel Craig. Non chiamatelo più James Blond

daniel-craig-11Il suo nome è Craig, Daniel Craig. E non chiamatelo più James Blond, come facevano malignamente i fan della serie, perplessi da lui come dal colore dei suoi capelli. Perché Craig, già dopo Casino Royale, non solo ha superato l’esame, ma è anche il punto di forza del nuovo corso delle avventure di James Bond. E lo conferma alla grande anche nel nuovo 007 Quantum Of Solace, da oggi in vendita in dvd.

 

Il suo Bond sanguina, appare spesso graffiato, offeso. Perfino nella sua proverbiale virilità, nella famosa scena in cui viene colpito nelle sue parti intime, mentre è seduto nudo su una sedia con il fondo aperto. I colpi inflitti alla sua virilità non avvengono solo in senso stretto, da parte di Le Chiffre, villain di Casino Royale. Ma gli arrivano anche in senso lato, da una sceneggiatura che non lo vede ancora come tombeur de femme per eccellenza. Con Vesper Lynd (Eva Green) Bond non fa sesso, ma fa l’amore, tanto da innamorarsene e pagare a caro prezzo questa debolezza. Seduce Solange, interpretata da Caterina Murino, per lasciarla di stucco sul posto, non appena ha ottenuto un’informazione. Una cosa che il vecchio Bond non avrebbe mai fatto. Anche nel nuovo film, la bond girl Camille (Olga Kurylenko) non va a letto con 007, ma viene usata (e questa è quasi una novità) come “specchio” dell’eroe, nel senso che è animata dallo stesso sentimento, la vendetta

 

È un Bond ferito quello di Craig. Non solo in senso stretto, ma anche in senso metaforico, visto che la Vesper Lynd di Eva Green lo ha fatto soffrire come mai avevamo visto. O quasi. Bond che soffre per amore non è una novità a dire il vero: capitava anche in Al servizio segreto di sua maestà. E il Bond violento, in cerca di vendetta più che di giustizia, lo avevamo visto anchedaniel-craig-2 in Vendetta privata. Guarda caso i due film con gli attori più sfortunati della serie: George Lazenby, che durò solo un film, a causa del suo scarso carisma e delle orecchie a sventola, e Timothy Dalton, capitato in un’era in cui si voleva normalizzare troppo Bond, e anche i suoi costumi sessuali, visto il pericolo AIDS.

 

Non è un flop invece il Bond di Craig: il suo volto scavato, nervoso, spigoloso, il suo sguardo glaciale, i suoi modi bruschi, il suo stile da macho lo avvicinano più di ogni altro a Sean Connery, il primo Bond diventato subito icona, e legato a doppia mandata al ruolo, tanto da aver sofferto a costruirsi una carriera  subito dopo aver impersonato 007. Craig è più working class di Connery, certo. Ed è più adatto a un personaggio che diventa spia dopo aver prestato servizio nella marina. Non dimentichiamo infatti che Casino Royale ha riportato 007 agli inizi della saga, tanto che si può considerare allo stesso tempo un prequel e un update di questa. L’agente segreto di Craig è un Bond diverso da quello a cui siamo abituati, perché seguiamo le sue gesta prima che diventi lo 007 che abbiamo sempre conosciuto. È fondamentalmente un assassino, è rozzo. Durante Quantum Of Solace viene presentato dai suoi superiori come un essere incontrollabile, una cellula impazzita, un uomo iracondo e in predaniel-crai-3da alle passioni. Mentre il Bond classico era cool, sinonimo di freddo, controllato, affascinante. È un Bond ancora in cerca di se stesso, della propria identità e dei propri gusti. Lo dimostra il fatto che beve cocktail a caso, e non il suo classico Martini.

 

Per questo Craig ha già fatto dimenticare altri due famosi interpreti della serie: Roger Moore, amatissimo dai fan e divertente, che però aveva fatto di Bond un dandy chic e un po’ snob, quasi un lord inglese, come Simon Templar e Brett Sinclair, i personaggi che interpretava ne Il santo e Attenti a quei due. E Pierce Brosnan, il penultimo 007, troppo ingessato e così poco convinto da sembrare allo stesso tempo un ex modello prestato al cinema e un attore che facesse la parodia di 007 (il lifting faceva il resto). Tra tutti i vari Bond, dopo Connery Craig sembra lo 007 più convincente: è il più cattivo, come serve per affrontare il nuovo nemico, il terrorismo globalizzato senza volto e senza bandiera di oggi.

 

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